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Dipendenza da tabacco, linee guida UK pro sigaretta elettronica

Le sigarette elettroniche entrano sempre più spesso nelle linee guida cliniche dedicate alla dipendenza da nicotina.
È quanto emerge da un ampio documento scientifico pubblicato di recente sulla rivista Journal of Psychopharmacology, intitolato “Evidence-based consensus guidelines for the pharmacological management of substance dependence: Recommendations from the British Association for Psychopharmacology”.
Lo studio, firmato da 21 autori e guidato dalla psichiatra britannica Julia Ma Sinclair, rappresenta uno dei più aggiornati tentativi di sintetizzare le evidenze disponibili sui trattamenti farmacologici per le dipendenze, con un capitolo specifico dedicato alla cessazione del fumo e al ruolo delle sigarette elettroniche.
Le linee guida partono da un presupposto chiaro: l’obiettivo principale della terapia per la dipendenza da tabacco resta l’abbandono definitivo del fumo. Tuttavia, il documento riconosce che nel percorso verso questo traguardo possono avere un ruolo strategie di riduzione del danno, tra cui l’utilizzo di sigarette elettroniche contenenti nicotina. I dispositivi vengono descritti come strumenti che riscaldano un liquido producendo un aerosol inalabile capace di fornire nicotina senza combustione del tabacco, cioè senza il processo responsabile della maggior parte delle sostanze tossiche generate dal fumo tradizionale.
La valutazione degli autori si basa su un’ampia revisione della letteratura scientifica disponibile. In particolare, le linee guida citano una revisione Cochrane che ha analizzato 90 studi, tra cui 27 trial clinici randomizzati per un totale di oltre 13 mila partecipanti. I risultati indicano evidenze considerate di “elevata certezza” sul fatto che le sigarette elettroniche con nicotina aumentano la probabilità di smettere di fumare rispetto alle terapie sostitutive tradizionali della nicotina, come cerotti o gomme, e rispetto alle e-cigarette prive di nicotina. Un’altra analisi citata nel documento rafforza questa conclusione. Si tratta di una network meta-analysis che ha valutato 332 studi clinici randomizzati, coinvolgendo più di 157 mila persone. In questa comparazione tra diversi trattamenti per smettere di fumare, le sigarette elettroniche con nicotina risultano associate a una delle probabilità più elevate di cessazione del fumo dopo almeno sei mesi, insieme ad alcuni farmaci specifici utilizzati nelle terapie antifumo.
Oltre all’efficacia, le linee guida affrontano anche il tema della sicurezza relativa. Secondo gli autori, numerose revisioni sistematiche e posizioni di organismi di sanità pubblica convergono su un punto: le sigarette elettroniche regolamentate sono significativamente meno dannose delle sigarette tradizionali. La ragione principale risiede nell’assenza di combustione, che elimina la produzione di molte sostanze tossiche presenti nel fumo di tabacco. Il documento sottolinea inoltre che l’esposizione passiva agli aerosol delle e-cigarette comporta rischi minori per chi si trova nelle vicinanze rispetto al fumo di sigaretta. Gli autori sottolineano anche che le persone che utilizzano contemporaneamente sigarette tradizionali ed elettroniche dovrebbero essere incoraggiate a eliminare completamente il tabacco combusto. Allo stesso tempo, chi non ha mai fumato non dovrebbe iniziare a utilizzare prodotti contenenti nicotina.
Le linee guida affrontano anche aspetti pratici del passaggio dal fumo al vaping. Per favorire la cessazione, spiegano gli esperti, può essere utile scegliere adeguatamente la concentrazione di nicotina, il tipo di dispositivo e le caratteristiche del liquido, inclusi aromi e composizione di propilene glicole e glicerina vegetale. Alcune evidenze, aggiungono, suggeriscono che la disponibilità di aromi diversi dal tabacco può facilitare il passaggio completo dalle sigarette tradizionali alle elettroniche. Infine, il documento richiama l’attenzione su un problema ancora diffuso: la percezione errata dei rischi della nicotina. Molti fumatori, osservano gli autori, tendono a sovrastimare la pericolosità della nicotina rispetto al ruolo molto più rilevante della combustione del tabacco nello sviluppo delle malattie correlate al fumo. Per questo motivo le linee guida sottolineano l’importanza del ruolo dei clinici nel fornire informazioni accurate ai pazienti.
Il lavoro coordinato da Julia Ma Sinclair propone dunque un quadro in cui le sigarette elettroniche vengono considerate uno degli strumenti disponibili per aiutare i fumatori a smettere, all’interno di un approccio terapeutico più ampio che includa anche supporto comportamentale e un percorso concordato tra medico e paziente. L’obiettivo finale resta la cessazione definitiva del fumo ma le evidenze analizzate indicano che, per molti fumatori, la transizione verso dispositivi senza combustione può rappresentare un aiuto concreto lungo questo percorso.
Fonte: Sigmagazine Marzo 2026