<< Indietro

Lotta al fumo: la strategia svedese mette in discussione la linea dell’Oms

Le posizioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle alternative alla nicotina a rischio ridotto accendono il confronto nel mondo della salute pubblica.

Un gruppo di esperti internazionali contesta l’impostazione dell’Oms, accusata di presentare sigarette elettroniche e altri prodotti non combustibili come una minaccia per la salute pubblica senza riconoscerne il possibile contributo alla riduzione del numero di fumatori. Al centro della critica c’è l’idea che le politiche sanitarie dovrebbero basarsi su valutazioni comparative del rischio e su evidenze scientifiche in evoluzione. Secondo diversi specialisti, equiparare le alternative senza combustione alle sigarette tradizionali rischia di confondere i consumatori e di ostacolare strategie che potrebbero ridurre morbilità e mortalità legate al tabacco, anche qualora non eliminino completamente l’uso di nicotina.

La presa di posizione arriva dopo alcune dichiarazioni dell’Oms secondo cui lo svapo e altri dispositivi a base di nicotina non combustibile starebbero contribuendo ad alimentare il consumo di tabacco in Europa. Una lettura che, secondo i critici, non terrebbe conto di quanto osservato in alcuni Paesi dove la diffusione di alternative considerate meno rischiose è andata di pari passo con un calo storico dei fumatori.

Tra i casi citati c’è quello della Svezia, vicina al traguardo dello status ufficiale di “smoke-free”, definito da una prevalenza di fumatori adulti quotidiani inferiore al 5 per cento. Secondo i sostenitori della strategia di riduzione del danno, il risultato sarebbe legato anche alla transizione di molti fumatori verso prodotti come le bustine di nicotina e altri sistemi non combustibili. A intervenire nel dibattito è stato Delon Human, alla guida dell’iniziativa Smoke Free Sweden, che ha invitato le autorità sanitarie a distinguere in modo più netto tra tabacco combustibile — indicato come principale responsabile delle morti correlate al fumo — e alternative a rischio inferiore. “Le politiche pubbliche dovrebbero basarsi su evidenze scientifiche e risultati concreti. L’esperienza svedese dimostra un’accelerazione del calo dei fumatori quando agli adulti viene garantito accesso a opzioni ritenute più sicure“. Human mette però anche in evidenza che “la tutela dei minori resta un punto imprescindibile. La protezione contro l’uso in età adolescenziale – conclude – deve essere assicurata attraverso regolamentazioni mirate e controlli efficaci, senza compromettere l’accesso degli adulti a strumenti potenzialmente utili per abbandonare le sigarette tradizionali”.

Fonte: Sigmagazine Marzo 2026. 


Hai piú di 18 anni?